sabato 6 dicembre 2014

Nuove Normative Tecniche per le Costruzioni

COSA SONO


Il 14 novembre 2014, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato l'aggiornamento delle Normative Tecniche per le costruzioni (NTC2008) di cui al DM 14 gennaio 2008. Sono state discusse due bozze ed è stata approvata la bozza A , il cosiddetto "testo Braga" che mantiene il riferimento agli eurocodici e stabilisce una differenziazione nell'adeguamento sismico tra nuovo ed esistente. 


Ma nel dettaglio cosa sono le Norme Tecniche per le Costruzioni? Le NTC2008 hanno avuto l'obiettivo di raggruppare, per la prima volta in un unico testo, i criteri di verifica della sicurezza per tutte le tecnologie costruttive (stabilità dei terreni, muratura, cemento armato, legno, acciaio) unificando i criteri di valutazione, le modalità di progettazione, le certificazione dei materiali, i collaudi, e le norme per gli edifici esistenti. Il Capitolo 1 che individua l'oggetto della norma afferma che le norme: «definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità. Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere».
Norme tecniche per le costruzioni (Ntc) - la bozza del testo

L'ITER CHE HA PORTATO ALLE MODIFICHE
Le NTC, a partire dalla loro nascita,  avrebbero dovuto essere aggiornate ogni due anni. Tutto però si è arenato sino all’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 14 novembre 2014 (6 anni esatti) che finalmente approva un nuova bozza, che sarà oggetto di ulteriori emendamenti,  ma che in linea di massima si può considerare attendibile circa l’impostazione delle nuove indicazioni normative.
Le novità più importanti riguardano il Capitolo 8 che tratta gli edifici esistenti. Proprio su questo tema si è acceso un forte dibattito che nasce da due avvenimenti significativi: Il terremoto in Emilia del 2012 e la crisi economica che ha ridotto pesantemente l’attività edilizia orientandola alla cura del patrimonio esistente. Inoltre l’Italia è un paese all’avanguardia in questo settore. Mentre all’estero la pratica della demolizione è molto attiva, in Italia si tende di più al recupero, tenendo conto anche dell’enorme patrimonio storico artistico. 

UNO SGUARDO SUL CAPITOLO 8 "STRUTTURE ESISTENTI"
Il vero cambiamento riguarda il modo di considerare le tipologie di interventi sugli edifici esistenti. Così come legiferato gli interventi si distinguono in 3 categorie:
INTERVENTI DI ADEGUAMENTO
L'intervento di adeguamento della costruzione è obbligatorio quando si intenda: sopraelevare la costruzione;  ampliare la costruzione mediante opere ad essa strutturalmente connesse; apportare variazioni di classe e/o di destinazione d'uso che comportino incrementi di carichi globali verticali in fondazione superiori al 10%; effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un sistema strutturale diverso dal precedente; introdurre sistemi di controllo della risposta sismica.
Dovranno essere conseguiti i livelli di sicurezza previsti dalle norme

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO
Tutti gli interventi che non rientrando nella categoria dell'adeguamento, fanno variare significativamente, la rigidezza, la resistenza, la duttilità dei singoli elementi o parti strutturali e/o introducono nuovi elementi strutturali, così che il comportamento strutturale locale o globale, particolarmente rispetto alle azioni sismiche, ne sia significativamente modificato.
Non è necessario conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle norme

RIPARAZIONI O INTERVENTI LOCALI
Tutti gli interventi di riparazione, rafforzamento o sostituzione di singoli elementi strutturali (travi, architravi, porzioni di solaio, pilastri, pannelli murari) o parti di essi, non adeguati alla funzione strutturale che debbono svolgere, a condizione che l'intervento non cambi significativamente il comportamento globale della struttura.
Il progetto e la valutazione della sicurezza potranno essere riferiti alle singole parti e/o elementi interessati




LE PREMESSE CHE GIUSTIFICANO IL CAMBIAMENTO
Prima di approfondire l’argomento sono necessarie alcune premesse che, probabilmente, hanno giustificato le modifiche. 
La prima riguarda la percentuale relativa delle tipologie di intervento (locale, miglioramento, adeguamento) effettivamente realizzate negli anni.  La seguente immagine illustra chiaramente la distribuzione. 


Viene il dubbio che la stragrande maggioranza degli interventi di tipo locale (più del 90%) sia dovuta più alle procedure semplificate, piuttosto che alla reale corrispondenza delle caratteristiche dell’intervento rispetto a quanto indicato dalla normativa.
Le verifiche locali escludono infatti la verifica globale della struttura e quindi l’impatto delle modifiche strutturali sul resto. Se gli interventi non sono proprio locali, il rischio di incappare in procedure più farraginose e di far aumentare i costi è più elevato.
La seconda considerazione riguarda invece il rapporto qualitativo tra costo e % di rispetto all’adeguamento, illustrato nella figura seguente. 
                                 
E' evidente la non proporzionalità tra costo e livello di sicurezza: anche solo una piccola riduzione rispetto ad una struttura totalmente adeguata comporta un sensibile risparmio e quindi maggiori probabilità di essere realizzato. Come noto, il dramma italiano è la notevole quantità di edifici non adeguati sismicamente (e tra questi anche scuole ed uffici pubblici) e la carenza di risorse per adeguarli.

LE PRINCIPALI NOVITA' INTRODOTTE AL CAPITOLO 8
Da queste premesse si comprende come le principali novità siano sintetizzabili in quattro punti:
  •  Si dovrà porre maggiore attenzione agli interventi locali. Per questo il progettista non solo è tenuto a controllare un eventuale miglioramento, seppur locale, ma soprattutto ad evitare il peggioramento delle condizioni di sicurezza delle strutture preesistenti. Inoltre sarà cura del progettista controllare che il comportamento globale non sia significativamente cambiato a seguito degli interventi.
  • Il secondo obiettivo, teso ad estendere la pratica dell’adeguamento, permette la riduzione del livello di sicurezza per gli interventi di adeguamento, ad oggi uguale a quello richiesto per le nuove costruzioni. Questa riduzione è pari al 20%: il rapporto tra azione massima sopportabile dalla struttura e l'azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione non deve più essere uguale a 1 ma superiore a 0,8.
  • Nel contempo, per gli edifici con classe d'uso IV è richiesto che il livello di sicurezza, inteso come sopra per l’adeguamento, sia almeno pari a 0,4. Quindi si impone un minimo per le strutture a servizio della Protezione Civile o con attività critiche.Infine per tutte le strutture, in caso di miglioramento, è richiesto che il livello di sicurezza sia almeno pari a 0,1. Si tratta di un valore molto basso, ma che per lo meno evita il collasso per cause minime.
  • Il terzo tema, assente ingiustificato nel capitolo 8 delle Ntc 2008, riguarda le fondazioni. Si tratta della presa d’atto che indagare fondazioni esistenti è un’operazione estremamente complessa e spesso irrealizzabile per costi e difficoltà operative. Per questo il progettista potrà omettere indagini specifiche se non sono presenti criticità direttamente attribuibili alle fondazioni stesse.

CONCLUSIONI
Si tratta di obiettivi di buon senso. L'introduzione dei coefficienti ridotti per le verifiche negli edifici esistenti è corretta perché è finalizzata ad agevolare una più diffusa realizzazione degli interventi di adeguamento o miglioramento non potendo pretendere che le strutture esistenti siano paragonabili a edifici nuovi. Renderanno più fattibili gli interventi e questo ci consentirà di recuperare molti edifici, combattendo il fenomeno dell'abbandono a favore della riqualificazione del patrimonio esistente.